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Due corpi nello stesso respiro attraversano
i peccati capitali della lussuria e dell’invidia
senza perdere l’ingenuità che ne alimenta
l’emozionante fragilità....
Carlo Bruni
È lo sguardo dell’altro che
forma il mio corpo nella sua nudità, lo fa nascere,
lo scolpisce, lo produce come è, lo vede come io
non lo vedrò mai.
L’altro possiede un segreto: il segreto di ciò
che io sono.
J.P. Sartre
Il tuo prossimo è l'altra parte
di te, quella dietro al muro. Nella comprensione, tutte
le mura crolleranno....è uno specchio, il tuo prossimo,
nel quale contempli il tuo volto.
Kahlil Gibran
Soliloquy! nasce da uno studio sui peccati capitali
e sugli automatismi superficiali e vuoti che essi generano.
In una esistenza automatica, bambole vere o indotte inseguono
l’umanità e anelano a sensazioni umane. Disposte
a peccare, a mimare vacuamente luoghi comuni pur di essere.
Attraverso vari attributi, dai peccati alle scoperte del
corpo sotto gli elementi superficiali, lentamente cercano
la percezione di sé stesse, e una “carne”
umana.
Il pezzo nasce da studi fatti durante il laboratorio con
Josef Nadj all’interno dell’Accademia Isola
Danza, La Biennale di Venezia, 2002. Con anteprime a Vienna,
Kongsberg (Norvegia) e al Teatro di Brema, il debutto è
stato al Teatro Kismet di Bari a gennaio 2004. Nel settembre
2004 è stato spettacolo inaugurale per l’apertura
di Dansens Hus, Oslo, Centro nazionale per la danza contemporanea,
Norvegia.
È prodotto col sostegno di Teatro Kismet Opera, Bari,
e Teatro Rossini, Gioia del Colle (BA), ed è stato
ospite di Urs Dietrich, Teatro di Brema, per un periodo
di produzione.
Gode del patrocinio della Regione Puglia.
Titolo: Soliloquy!
Danza: Elisa Barucchieri e Anna Moscatelli
Coreografia: Elisa Barucchieri e Victoria Sogn
ringraziando Susanne Linke, Urs Dietrich,
Danio Manfredini
Luci: Franz Catacchio
Musiche: AAVV
Arvo Pärt, Franz Liszt, Ryuchi Sakamoto, Apocalyptica,
Marin Marais,
Costumi Cristina Bari, Elisa Barucchieri, Victoria Sogn
Durata: 43 minuti

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