
…e dello spazio costretto e che
costringe, ma che allo stesso tempo mette alla prova e
permette di liberare energie inattese, di immaginare una
espressività diversa legata alla danza, si analizzano,
in una magica alternanza di assoli e momenti di gruppo,
tutti i cromatismi, tutte le sfumature, sperimentando
l’interazione tra movimenti e il ritrovarsi in una
situazione stretta e che sta stretta…
Gilda Camero
BariSera
Lo Spazio, coordinata dentro la quale viviamo,
è intimo, opprimente, insufficiente, protettivo,
devastante, rassicurante, ingombrante, confinato, definito,
infinito, troppo vuoto, troppo pieno…
Donne sole, costrette a vicinanze non volute,
rimangono chiuse nel loro guscio, separate, protette e
relegate nel loro aspetto esteriore. Corazza che poi cade
per esprimere o per un attimo lasciare che le voci interne
si aprano, e raccontino la loro storia più personale
e intima, la loro memoria, il loro stato di essere.
Soli e momenti di gruppo che si susseguono
in uno dispiegarsi di situazioni nuove, tragiche, buffe,
scomode, romantiche.
Cercare il confine tra il nostro corpo e
lo spazio entro il quale si muove è alla base della
ricerca di Studi per Piccoli Spazi. Assoli, duetti,
gruppi ristretti e costipati che danzano il loro limite,
la loro fuga, la loro follia.
Titolo: Studi per Piccoli Spazi
Danza: Elisa Barucchieri, Victoria Sogn,
Myriam Clericuzio,
Gianna Grimaldi, Rossella Canciello, Lidia Serini
Luci: Franz Catacchio
Musiche: Nam June Paik, John Cage, Luca
Canciello, Balanescu
Quartet, Overseer, Pauline Oliveros, RadioDervish, Iannis
Xenakis, Dirty Three, Anonimo XV sec., Ryoji Ikeda
Costumi: Elisa Barucchieri, la compagnia
Durata: 1 ora